Esonero Ancelotti: il calcio delle campagne marketing

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In serata è giunta la notizia della revoca dell’incarico per la direzione tecnica della prima squadra a Carlo Ancelotti. Al suo posto Rino Gattuso.

La storia tra il Napoli e Ancelotti finisce prima di quanto non si pensasse quando, la stagione scorsa, il tecnico italiano pluridecorato arrivò alla “corte” di Aurelio De Laurentis.

Gli errori del “Carletto nazionale” sono sotto gli occhi di molti: un centrocampo che fa poco filtro, troppo sbilanciato in avanti, un attacco troppo leggero nonostante la disponibilità di calciatori più pesanti (Milik, Llorente) e l’immutabilità delle scelte.

Tuttavia, la vera colpa di Ancelotti è di aver avallato quella che è stata più una campagna marketing che una campagna acquisti. Il Napoli, come molte altre società calcististiche, guarda oggi più all’impatto mediatico di un calciatore che non alla sua utilità tecnica nel contesto degli equilibri della squadra.

Il solo Allan in copertura a centrocampo e, oltretutto, una versione sbiadita di Allan hanno reso il Napoli ricco di scelte e alternative solo dove in realtà non serviva.

Lozano, Elmas, Younes, LLorente hanno affollato un reparto senza arricchirlo davvero e il declino di rendimento di Insigne, Mertens e Callejon non è stato compensato.

Invece, le pecche e i buchi della rosa in un centrocampo capace a palleggiare e proporre ma quasi del tutto incapace di accorciare e contenere, ha reso il gioco del Napoli fragile come il cristallo.

Ancelotti ha avallato la campagna acquisti o già in estate i rapporti si erano incrinati per questo ? Possibile che un tecnico così esperto non vedesse quello che a tutti era abbastanza palese ?

Ancelotti volerà di nuovo a Londra, in quell’Inghilterra che lo stima e lo apprezza: cadrà in piedi, insomma ma l’esperienza di Napoli rimarrà un neo nella pur sontuosa carriera del Carletto nazionale.

De Laurentis dovrebbe riflettere se contano più i diritti di immagine o l’immagine che il Napoli da di sè, soprattutto dopo l’ultimo ammutinamento e i rapporti tesi con mezza squadra.

Gattuso? L’uomo giusto, certamente: tecnico preparato, sottovalutato (ma non troppo) e in grado di dare una sterzata di orgoglio, rispetto e, perchè no, di scelte tattiche possibili anche con la rosa attuale: più copertura a centrocampo, un attaccante di peso sempre in campo, una difesa meno perforabile.

Il progetto del gioco brillante di Sarri era stato mediato dalla praticità di Ancelotti: ora, la praticità di Ancelotti lascia il posto al carattere di Gattuso: insomma, siamo lontani dal Napoli dei sogni scudetto: c’è da salvare una stagione, Ringhio è arrivato per questo.

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